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Il sitting volley è entrato al Romagnosi, ma dall’interno: il 16 maggio gli studenti hanno dato il via al progetto maturato in febbraio al WOPA. L’insegnante Chiara Di Liberto ci scrive questa riflessione.

Considerando il fatto che ormai da tempo la comune attenzione comincia ad abituarsi a performance olimpiche di atleti diversamente abili, viene spontaneo proporre una disciplina sportiva che possa unire ragazzi in una attività nuova e diversa dove sia il comune sportivo sia il diversamente abile possano gareggiare in un certo senso “alla pari”.
Raramente si possono trovare situazioni simili in contesti scolastici. Prendere coscienza della parità di opportunità sportive superando quelle che possono sembrare barriere effettive, può sviluppare capacità di socializzazione e coinvolgimento in un vissuto globale… accettazione delle difficoltà altrui vivendo esperienze comuni. La forza coinvolgente di una gara “alla pari” implica una grande azione educativa che pone i ragazzi in un’ottica molto aperta. Non è facile superare gli ostacoli che possono presentarsi da una cultura che in fondo fatica ad accettare colui che non può porsi con le comuni e pretese capacità. Questa disciplina può fare capire che ogni confronto è possibile ed il contesto scolastico pone grandi valenze come esempio ed educazione sociale permanente per la vita. (Chiara Di Liberto, insegnante di Educazione Fisica)
https://www.facebook.com/polisportivagioco.parma/videos/1712691305454399/

https://www.facebook.com/polisportivagioco.parma/videos/1718548061535390/

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Dalla Gazzetta di Parma online prendiamo l’articolo di Martina Tomat pubblicato il 16 maggio 2018.

Lì, tra tutti quei banchi della scuola media Ferrari, una bambina si scioglie in lacrime. Colpa di una lezione inconsueta, capace di fare breccia nel suo cuore. No. La matematica, la storia e la geografia questa volta non c’entrano. A c’entrare sono Laura Lentini, Francesco Picucci e le loro storie. Lei, dolce, spiritosa e brillante: un palmares con fior fior di medaglie d’oro, un quarto posto ai mondiali e due lauree. Lui, raggiante, empatico, divertente: in acqua fa magie e l’appuntamento con Seul 88 l’ha mancato soltanto per un soffio. A lei, come racconta ridendo agli studenti, un medico insensibile e poco lungimirante aveva preannunciato che nella vita mai avrebbe potuto ottenere qualcosa. Era stata la talidomide, invece, a cercare, invano, di spegnere le ambizioni di lui. Lei, su una sedia a rotelle, lui, con una protesi al braccio e claudicante. Eppure le gambe ai sogni ce le hanno sapute mettere ugualmente, entrambi. Non è bastata la paralisi cerebrale infantile a fermare Laura né, a tarpare le ali di Francesco, quell’infausto farmaco -la talidomide appunto- prescritto alla sua inconsapevole mamma durante la gravidanza e trascinatore sciagurato di lunghe scie di malformazioni. Perseveranti e determinati, gli ostacoli che, di volta in volta, ingombravano il loro cammino li hanno superati, tutti.
Galeotta fu la “Gioco” e lo sport il professore
Ci ha pensato quel saggio insegnante di vita che noi tutti chiamiamo sport a far capire a Laura e Francesco che di potenzialità in valigia ne avevano tante e che sfoderarle, in fondo, non era poi una missione così impossibile. «In acqua mi sento felice, sono velocissima e, soprattutto, autonoma»: racconta Laura, sfoggiando un sorriso pregno d’orgoglio. Importantissimo ruolo nella fioritura di Laura e Francesco l’ha ricoperto la “Polisportiva Gioco” che da 35 anni ormai, con amore e passione, permette ai disabili di praticare sport a Parma. Basket, hockey, nuoto, handbike, canoa, ballo, sitting volley: queste e molte altre le attività che alla Gioco sono germogliate e che la colorano e ravvivano ogni giorno di più.
Progetto scuole e sitting volley
Nessuna caduta è irreparabile, nessun problema insuperabile. Rialzarsi si può: sempre! Ed è proprio per far comprendere questo anche ai più piccoli che la “Polisportiva Gioco” ha dato avvio al progetto scuole andando a far visita ai bambini delle elementari e medie di Parma e provincia. Ai piccoli studenti, oltre alle pillole di vita teoriche viene anche data la possibilità di provare alcuni parasport. Tra quelli che i ragazzi chiedono di sperimentare più spesso c’è il sitting volley: la pallavolo da seduti capace di appianare ogni differenza e dove a fare da padrone sono l’uguaglianza e l’inclusività.

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Anche quest’anno i ragazzi delle seconde medie di Fornovo hanno sperimentato in palestra con Vaidas il basket in carrozzina e con Diletta, pallavolista, il sitting volley (pallavolo da seduti), un nuovo sport poco conosciuto ma apprezzato dagli alunni che ne hanno conosciuto in campo le peculiarità divertendosi. Nei loro occhi durante le partitelle si è potuto vedere l’entusiasmo del gioco con quel pizzico di voglia di vincere che non guasta. In classe con Francesco, nuotatore, e Bruno responsabile della società, a rinforzare la squadra, attraverso i video e i racconti delle nostre esperienze sportive e di vita, si è arrivati a parlare di esclusione e bullismo e di come lo sport sia una delle vie da seguire per l’inclusione al di là della condizione fisica e personale. Una delle vie per raggiungere traguardi inaspettati ripetendo a se stessi: Yes I can! (dott.sa Laura Lentini)

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Venerdì 1° dicembre 2017: “Giò torna a scuola” nelle quattro classi di Prima Media della Luigi Vicini (Istituto Comprensivo Micheli). Il nostro lavoro di squadra e la collaborazione delle insegnanti consentono considerazioni e interrogativi importanti, che toccano la vita sociale oltre ai valori dello sport. Domande quali “voi come vivete la vostra condizione?” e ancora “come vi vedono gli altri? oppure “come vi sentite rispetto agli altri?” fanno comprendere che i ragazzi sanno pensare e sentire profondamente quando hanno l’occasione di conoscere persone senza pregiudizi. Piccoli semi che, crescendo, porteranno frutti. Il sorriso di Francesco, la nostra new entry di quest’anno, mette i ragazzi a proprio agio, la sua mano finta è il pretesto per dire quanta fatica ha fatto l’altra mano per conquistare tante medaglie nelle gare di nuoto. Questi ragazzi se ne ricorderanno quando incontreranno le difficoltà, non solo dello studio.
Il progetto si è completato lunedì 11 dicembre in palestra. Vaidas si è presentato agli stessi ragazzi, che hanno riflettuto sulla sua esperienza di vita e di sport, poi si sono cimentati sulle carrozzine da basket e hanno sperimentato il sitting volley sotto la guida delle loro insegnanti.
Aspettiamo i disegni e gli scritti che daranno conferma della validità del progetto.

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Nel mese di novembre tre appuntamenti di “Giò torna a scuola” all’Istituto Comprensivo G. Verdi (Carignano, Vigatto e Corcagnano), edifici storici del 1913 i cui muri raccontano la vita d’allora e lo scorrere del tempo con i progressi educativi e tecnologici. Quelli che non cambiano sono i bambini di quarta elementare che con la loro spontaneità ci accolgono con sorrisi e tante domande che creano una bella atmosfera d’amicizia e curiosità. Parlare di sport e di vita aiuta i bambini ad avvicinarsi a persone “speciali” capendo meglio il significato di parole come ALLIETARE scritta dalla maestra sulla lavagna. Le classi si ricorderanno di Francesco, campione plurimedagliato che è veloce pur nuotando con un braccio solo. È bastata qualche battuta per trasformare la nostra disabilità in “diversità da rispettare” come ha sottolineato un bambino. Qualche curiosità ha colorato la visione di filmati di canoa, basket, hockey, rugby e handbike. Insomma, ore di sport. Lezioni divertenti ma ricche di messaggi positivi come “lo sport è per tutti” o ancora “tutto è possibile” come osservato da una femminuccia a fine lezione. Tutto questo racchiuso nel nome Polisportiva Gioco scritto in cartelloni che i bambini hanno portano orgogliosi al cielo per salutarci. (Laura Lentini)

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Si è tenuta in Comune a Parma il 24 novembre la conferenza stampa, alla presenza di studenti del 4° e 5° anno dell’indirizzo di Grafica, impegnati a farci i nuovi LOGHI. Riportiamo il testo consegnato ai media, senza indugiare a riassumere gli apprezzati interventi dei relatori. Potete scaricare le foto scattate dalle studentesse.

La Polisportiva Gioco incontra i ragazzi del Liceo Toschi e li conduce nel proprio mondo per contagiarli con la passione per lo sport e fargli guardare la disabilità con occhi nuovi. Leggi il resto di questo articolo »

Martedì 7 novembre: appuntamento a Carignano con la classe quarta e la maestra Paola. Accoglienza cordiale: a parte la pioggia fuori, tra quei muri del 1913 ci sembrava di essere a casa nostra. Un bambino ha stretto la mano del nostro amico Francesco, ex campione di nuoto plurimedagliato, scegliendo proprio quella finta. Una bella scoperta! Non sono servite grandi spiegazioni, solo qualche battuta e una risata intelligente per far sparire la sua protesi e la mia carrozzina dai loro occhi. Tutti incuriositi dagli sport: hockey in carrozzina elettrica, basket e rugby proiettati sulla LIM. Tifo caloroso a ogni goal, canestro o meta e applausi alle discese sulla neve con monosci e alle pagaiate, esclamazioni entusiastiche “Campioni! Miti!”. I bambini sono riusciti a vedere le persone come sono, oltre i limiti e la disabilità. Ci hanno poi salutato con il “cinque” suggellando il messaggio che tutto si può fare, basta crederci e lavorare un po’ tutti i giorni, senza mai mollare per raggiungere i propri obiettivi. Una mattinata davvero ricca di emozioni e scoperte. (Laura Lentini)

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Queste sono due delle 83 foto scattate dagli studenti; trovate il pacchetto completo in questo sito nella pagina delle SCUOLE.

Collaborazione ben avviata al Liceo Artistico P. Toschi. Marco Nicolini con Silvana Erasmi e Antonio Franceschetti stanno tornando tra gli studenti di 4° B e 5°B della sezione di Grafica. Con il loro professore Roberto Peroncini hanno intrapreso il compito di creare cinque nuovi LOGHI per la nostra Giocoparma A.S.D. Abbiamo concordato due attività in palestra: basket e sitting, affinché gli studenti possano sperimentare quello che devono disegnare. L’esperienza è stata condotta da Vaidas Stravinskas e Diletta Del Prete nei giorni 24 e 28 ottobre; non solo ha riscosso entusiasmo, ma ha anche indotto alcuni studenti a modificare decisamente il modo di progettare i loghi. La bella sorpresa è stata quella degli studenti della sezione Audio-Multimedia, che hanno documentato l’attività di palestra con macchine fotografiche e telecamera. In palestra hanno voluto partecipare anche gli studenti delle due classi terze e della 4°A, pur non essendo interessati ai loghi; i professori di Educazione Fisica guardano avanti e prospettano una collaborazione continuativa per i prossimi anni scolastici.

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Ci aspettavano gli studenti dell’ultimo anno di Grafica dell’Istituto d’Arte P. Toschi. Volevano conoscerci meglio per fare centro nell’impegno che si sono presi: disegnare i nuovi loghi della Giocoparma A.S.D. Nell’antico locale della Pilotta adibito a palestra, Vaidas e Diletta hanno parlato di sport prima di pilotare le esperienze sulle carrozzine e con la rete ribassata. Interesse e divertimento nelle ultime due ore della mattinata di martedì 24 ottobre: questo è facile da raccontare; no comment sui pensieri che i ragazzi avranno modo di rielaborare, dopo aver sentito la franca risposta di Vaidas alla domanda di una studentessa sull’incidente che lo ha costretto alla carrozzina. “… Poi ti restano due possibilità: o ti piangi addosso per il resto dei tuoi giorni, o volti pagina e cominci una nuova vita.”

Riportiamo l’articolo di Ilaria Moretti apparso oggi, mercoledì 27 settembre, sulla Gazzetta di Parma. Nell’intervista a Laura Lentini sono condensati anni di lavoro gratuito della Gioco nelle scuole. E il lavoro è già ripreso dopo la pausa estiva, con squadra ringiovanita.

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